#Riflessioni – La Caverna di Platone

Questo mito è, secondo me, una lente che permette di leggere e di interpretare la situazione attuale di questa nostra società.

I prigionieri siamo noi: legati a ciò che noi crediamo essere vero; incatenati alle nostre convinzioni, ai nostri “dogmi”. Perchè, in fondo, è questo ciò che siamo, ognuno di noi: prigionieri di una realtà manipolata, controllata e gestita. Da chi? Facile, da chi è furbo. Vi siete mai chiesti perchè la scuola italiana, sin dai primi anni dell’unità, non ha mai avuto una riforma della scuola seria ed efficace? Vi siete mai chiesti perchè, fino a prima che arrivasse il buon Dario Franceschini, unico ministro efficiente di questo governo attuale, la cultura era sempre ancella dell’economia?

La forza di un governo è l’ignoranza del suo popolo.

I governanti di questo paese bello e dannato, e non conta la sigla o il logo, sono tutti indistintamente colpevoli  di aver condotto il popolo verso il baratro dell’ignoranza. Ma forse non possiamo parlare di colpa: era questo, infatti, il loro obiettivo!

Perchè sui media vengono diffuse solo notizie nefaste? Perchè  si parla solo della gente disonesta?

E’ facile rispondere: generare paura, terrore, serve a tenere le redini di un popolo; serve ad istigare gli animi; serve ad animare proteste contro i tagli o contro i disservizi, contro vari disegni di legge e contro lo stato stesso…  Ma dov’è la verità?

La verità che è vogliono farci pensare ciò che loro vogliono che noi pensiamo. La verità che noi pensiamo essere verità null’altro è che una manomissione del senso critico di ognuno di noi: è come se, sin da piccolo, vedessi le mucche solamente attraverso la pubblicità della Milka. Arriverei a pensare che le mucche sono viola.

Lo stato, e chi ci governa, ci fa credere questo. Io vi invito, cari amici miei, a dubitare di tutto, a dubitare di una realtà imposta: cercate il senso delle cose, non soffermatevi alle apparenze.

Il male di questa società è che ognuno può dire ciò che vuole. Oh, non sto parlando della democrazia, per carità! Io amo la democrazia, culla di verità e libertà. Mi riferisco a ciò  che avviene al giorno d’oggi: in tv, per esempio, vengono invitati ai talk show sedicenti esperti in vari settori. Costoro, parlando, esprimono idee personali. Tuttavia il pensare che questo individuo sia esperto, che ne capisca, finisce con  il far coincidere il pensiero con la verità. E questo è sbagliato.

Esempio. Salvini dice: “gli immigrati tolgono lavoro agli italiani“. L’italiano medio, sdraiato sul divano di casa, si fa due conti e dice: “effettivamente lavoro non ce n’è; mio figlio non ha lavoro; in Italia ci sono tanti immigrati, se non lavoro io lavorano loro”. Ecco come si forma una bugia. Le menzogne non si basano mai su  realtà impossibili ma sempre su realtà verosimili, apparenti. Tuttavia senza un buon senso critico, generato dallo studio e dalla cultura, quest’affermazione viene presa come vera, generando una falsa realtà.

Viviamo come schiavi incatenati, assoggettati al lavoro di alcuni burattinai, che muovono i fili  di statue di argilla.

Invece di star bene lottiamo per stare meno peggio. Ma questa non è vita.

L’intelligenza è un’arma più  potente di cento bombe atomiche. E per questo fa paura. Toglietevi dalla mente che i governanti facciano  di tutto per il meglio del paese: a loro non interessa nulla  di noi ma solo di loro, del potere, dei soldi.

Un mondo migliore non è un mondo in cui si ruba ma un mondo in cui  ognuno sa che rubare è sbagliato. Per cambiare la società è necessario cambiare sè stessi.

Ma lo dice anche Platone. Non non vogliamo il cambiamento e non si tratta di un male di questa nostra società. Leggiamo nell’Esodo, capitolo 16 versetto 2-3:

Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne. Gli Israeliti dissero loro: «Fossimo morti per mano del Signore nel paese d’Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatti uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine».

L’uomo di ogni tempo, che è pur sempre un uomo, preferisce accontentarsi di poco piuttosto che avere poco oppure vedersi tolto quel poco che ha. E, in tutto ciò, mormora (=parla contro) chi ci governa, colpevole di ogni male.

La verità, dicevano i latini, sta nel mezzo. Ma come si fa a sapere cosa è vero e cosa no? dubitando, scoprendo, vedendo in profondità…

Ma in fondo, anche noi, preferiamo gridare “Fossimo morti per mano del Signore nel paese d’Egitto” piuttosto che esplorare le opportunità del deserto.

 

Ognuno si merita ciò che ha, perchè ciò che ha è frutto  di ciò che fa.

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