#PiccoloPrincipe – Dedica

A LEONE WERTH

Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande.
Ho una scusa seria: ques
ta persona grande è il miglior amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa.
Questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini; e ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata.

E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stato. Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano).

Perciò correggo la mia dedica:

A LEONE WERTH
Quando era un bambino

Comincia così il Piccolo Principe di Antoine De Saint Exupery.

Il libro sulla semplicità per eccellenza comincia nel modo più semplice possibile il quale però racchiude tutti gli elementi essenziali dell’opera:

  • Amicizia
  • Rapporto Adulti/Bambini
  • L’essenziale

Sembra quasi dispiaciuto, De Saint Exupery, di aver dedicato “Il Piccolo Principe” ad una persona adulta quasi come se l’essere adulto fosse un peccato, o comunque una  cosa negativa. Il problema principale dell’essere adulti (che verrà snocciolato nel corso del romanzo) è la perdita d’attenzione nei confronti dell’essere essenziale. Il bambino, nella poetica dell’autore, è colui che percepisce l’essenziale delle cose, la bellezza delle cose. Il bambino è colui che va oltre la fisicità e giunge in una dimensione “metafisica” in cui non conta l’apparire quanto l’essere.

Ma “essere bambino” non significa necessariamente esserlo a livello anagrafico. De Saint Exupery non distingue asetticamente Bambini e Adulti, quasi come se volesse creare un campo di battaglia fra adulti e bambini. Nulla di tutto ciò. “Essere bambino” è una caratteristica dell’anima, non del corpo.
Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se lo ricordano)“.

Questo è un libro per bambini, vero, ma siccome tutti siamo o siamo stati bambini, questo è un libro per tutti. Tuttavia solo chi è bambino può comprenderlo. Cosa significa? Leggere “Il Piccolo Principe” non è uguale a leggere altri romanzi. Leggere il “Piccolo Principe” è un’esperienza che va fino all’anima.

Essere bambino è, dunque, riuscire a percepire l’essenziale delle cose, la loro bellezza. Ciò è possibile solo se si lasciano perdere i numeri, le cifre, gli schemi… perchè, diciamocelo, ai bambini non piacciono i numeri, per il solo motivo che i numeri non sono essenziali, i numeri non servono a contemplare la Bellezza.

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