Quando l’uomo diventa bestia

scimmia-uomoL’uomo è, in fin dei conti, un animale. Un animale un pò particolare: egli è dotato di una facoltà meravigliosa e terrificante, il pensiero, che gli consente di ergersi sopra gli altri animali, sopra la natura, sopra tutto… una facoltà che,purtroppo, a volte lo rende il peggiore fra gli animali, il più crudele fra le bestie. A tal proposito, Mark Twain, affermava che:

Tra tutti gli animali l’uomo è il più crudele. È l’unico a infliggere dolore per il piacere di farlo

E purtroppo aveva ragione! Occorre,però, chiarire una cosa. Spesso, per delineare dei lati negativi di qualcuno, siamo soliti dire: “Sei una bestia” o “sei un animale” come se ciò potesse rappresentare un’offesa… Gli animali, poverini, hanno l’unico difetto di essere sottomessi ad una logica causa-effetto:hanno fame? Mangiano. Hanno sonno? Riposano. Provano amore (o desiderio, o attrazione)? si accoppiano. Attenzione a quando diciamo: “gli animali sono soggetti ai loro istinti“. Ne siamo sicuri? Io credo, che fra tutti gli animali, l’unico soggetto ai propri istinti sia l’uomo che, guarda caso, è l’unico dotato di ragione! Un uomo mangia senza fame, beve senza sete, si accoppia senza amore… e a volte lo fa con violenza! L’uomo agisce contro gli stimoli per il solo scopo di provare piacere: l’uomo uccide per piacere, stupra per piacere, offende per piacere! Qualche giorno fa i giornali hanno passato la notizia di una 15enne stuprata da suoi coetanei. Alcuni di loro hanno dichiarato: “ci annoiavamo!” altri “volevamo solo divertirci“o, peggio ancora, “volevamo vedere come reagiva“. Ecco, questo significa essere una bestia!

Il buon vecchio Arthur (Schopenhauer, per chi non fosse suo amico…) lo aveva detto: siamo tutti parte di una piramide cosmica, basata sul principio di consapevolezza… gli animali non hanno consapevolezza di sè, ecco tutto! Un’animale non pensa: un animale agisce e, nell’agire, segue l’istinto ossia la facoltà che lo contraddistingue. Con l’istinto, l’animale, soccorre il suo simile in difficoltà (un leone non soccorrerà mai una gazzella… ma una gazzella si chinerà sempre per leccare le ferite di un’altra gazzella), nutre chi è affamato, protegge i suoi piccoli. Ecco: sono questi gli effetti dell’istinto? Ma allora non sarebbe stato meglio nascere lupi o pesci o gatti? Perchè nascere animali dotati di un qualcosa che ci piega verso il male?

Queste sono elucubrazioni che solo un animale dotato di pensiero può comprendere…
Ma io penso che tutto questo, ossia il pensare ed il capire, sia indirizzato al poter percepire la Bellezza. Vero, c’è tanto male in questo mondo ma è anche vero che c’è tanta tantissima Bellezza, Bellezza messa lì apposta per noi, animali dotati di pensiero! Siamo al mondo così come siamo per essere partecipi di qualcosa di grande, di immenso, che agli animali sfuggirà però sempre.
Ma è anche vero, che con questa nostra facoltà, siamo liberi di non fare uso di questa Bellezza e, anzi, di distruggerla… Ecco, dunque, perchè l’uomo è la bestia più crudele: perchè può utilizzare la sua facoltà distintiva non per essere sè stesso ma per andare contro sè, contro la sua natura! La leonessa non sgozzerebbe mai il leoncino, il salmone non offenderà il sarago che gli nuota vicino perchè ha un colore di squame diverso dal suo… in poche parole: gli animali, che non sono consapevoli di essere animali, sono ciò che sono: animali, per l’appunto! Noi, uomini, che sappiamo ciò che siamo, possiamo decidere di non esserlo…ed ecco che nasce il male e la sofferenza!

L’uomo è

  • Un animale relazionale… ma se si sottrae alla relazione è solo un animale;
  • Un animale amante… ma se nega l’amore è solo un animale;
  • Un animale creante… ma se invece di creare distrugge è solo un animale;
  • Un animale pensante… ma se invece di pensare si fa guidare dall’attimo è solo un animale…

 

Ecco, cari amici, smettiamola di arrovellarci su chi, fra noi, sia bestiale o meno, se quelli che uccidono qualcuno, su quelli che mandano a quel paese quando freni di scatto o quelli che amano persone dello stesso sesso… smettiamo di classificare Bestie e non bestie… Cominciamoci a chiedere: io sono chi sono? Ossia, sono un animale che utilizza la sua facoltà per raggiungere la Bellezza oppure per arricchirsi e soddisfare un istinto passeggero?

Chiediamoci questo, e cerchiamo una risposta… e forse, solo facendolo, potremmo veramente dirci UOMINI!

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