Tutta una questione di fiducia…

Una delle regole basilari di una dittatura è l’eliminazione dei propri oppositori. Ce lo ha insegnato quel pelatone italico che, negli anni 20, ammazzava a destra e a manca chiunque osasse controbattere una virgola di quanto la sua bocca aveva pronunciato. La lezione impartita non ha fatto la stessa fine di quelle noiosissime lezioni di matematica del liceo che, entrando da un’orecchio, uscivano dall’altro: la lezione è stata imparata ed è tuttora messa  in pratica perchè, si sa, è solo con la pratica che si riesce a padroneggiare bene un’abilità!

Ma le dittature, ormai, sono cose superate! La gente non si fida più di nessuno, figuriamoci se permette l’instaurarsi di una dittatura! Le dittature di oggi sono come larve, che dormono silenziose attaccate ad un albero e, pian piano, mutano in farfalle che poi volano libere come se nulla fosse! Il bozzolo in cui si nasconde la moderna dittatura non è fatto di cotone come quello dei bachi bensì di fiducia. Ma come si fa a prendere la fiducia in maniera non onesta, ossia: come si fa a fregare la gente? Semplice: con la paura. Come? Facile: si fa in modo che la gente si senta in pericolo, che veda minacciati i valori in cui crede; successivamente si da la colpa ad un capro espiatorio, ossia ad una persona o un gruppo, dopodiché il gioco è fatto.  L’aspirante dittatore, allora, cosa deve fare? garantire l’ordine quindi, con la democrazia dalla sua parte, garantisce il benessere del suo popolo facendo fuori i presunti oppositori. Tuttavia la democrazia è in pericolo quindi servono procedure d’emergenza… ecco fatto che vengono varate leggi speciali che danno più potere allo stato. Ecco qui che tutti i nodi tornano al pettine: gente sotto giogo, oppositori annientati, potere accentrato. In pochi e semplici passi siamo passati da una democrazia ad una dittatura, larvata.

Tutto questo trova soluzione nella sociologia! Ok, è vero che sono malato di sociologia ma vi assicuro che non sto parlando a vanvera! Una società forte è una società coesa ossia una società in cui i suoi componenti sono stretti da legami forti, che formano una vera e propria rete. Come accade per gli ingranaggi di un’orologio, è necessario un qualcosa che tenga “morbidi” i meccanismo… quello che chiamiamo “fluidificante sociale” ossia la FIDUCIA. Una società coesa è una società in cui c’è, fra i suoi componenti, un rapporto di fiducia che li spinge a fidarsi gli uni degli altri ed a camminare, insieme, verso uno stesso scopo.

Una società debole, invece, è una società in cui i legami sono fragili, in cui nessuno si fida. Se manca la fiducia in una società essa non può che sfasciarsi… a meno che il ruolo svolto dalla fiducia (ossia quello di tenere uniti i meccanismi) non venga svolto da una figura esterna che, esercitando autorità, riesce a tenerla in piedi lo stesso. Un esempio? L’Italia degli anni post guerra: la neonata repubblica era, di fatto, una società solo sulla carta. I suoi componenti non si fidavano gli uni degli altri, perchè non si conoscevano (teniamo presente le forti distinzioni fra nord e sud) e, a volte, non si sopportavano. Come tenere insieme le parti? con la Costituzione, che garantisse pari diritti e doveri.

A noi c’è andata bene, con la costituzione… ma alcuni paesi sono meno fortunati di noi ed, invece di una costituzione, si ritrovano fra le mani un dittatore che svolge il ruolo di legante sociale con mezzi poco ortodossi e democratici, solo per un tornaconto personale.
Senza fiducia la società è debole. Quell’uomo, allora, sfrutta l’incertezza e la mancanza di fiducia utilizzando l’opposto della fiducia: la paura.

Aveva ragione il maestro Yoda quando affermava che “La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza.”  La paura rende tutti più fragili e quindi più deboli… il cucciolo spaventato si nasconde dietro la mamma, e così fa il popolo spaventato… ignorando che la mamma dietro la quale si nasconde è, in realtà, un lupo mascherato…

La chiave di tutto, dunque, è la fiducia: fidarsi gli uni degli altri, costruire una rete sociale, formare dei legami di senso…

Ma oggi siamo lontani da questo: viviamo nel SECOLO DELLA GRAFITE, circondati da legami fragili che con un nonnulla si spezzano… siamo nel secolo della paura… ma anche nel secolo della SPERANZA! E’ proprio quando tutto sembra perso che essa nasce, ed ora è proprio il momento giusto per la sua nascita, per il suo nuovo battesimo nel mondo!

manifarfalla

 

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