“Je suis Charlie”… ma veramente?

Qualche mese fa stavamo tutti chinati sulle tastiere a scrivere ” Je suis Charlie”, per testimoniare la nostra vicinanza al giornale satirico francese “Charlie Hebdo” vittima di un vile attentato terroristico. Eravamo tutti commossi, e tristi e, come  è normale che sia, tutto il mondo si è stretto attorno al loro, come in una social catena che, in qualche modo, potesse attutire il dolore.

Ora le cose sono cambiate. La vittima di una tragedia non è più un giornale francese ma gente comune,sconosciuta; il carnefice non è più una banda di pazzi fanatici ma un sisma.
Si gioca la stessa partita, la partita del dolore, ma a ruoli invertiti: se prima erano gli italiani a consolare i francesi ora sono i francesi a star vicini agli italiani. Tuttavia, c’è un piccolo cambiamento al solito copione: se la Francia fosse una torta, una piccola fetta di questa torta sarebbe proprio il giornale satirico di cui abbiamo parlato prima… ed è proprio quella piccola fetta ad essere protagonista di questo cambio di ruoli!

Ecco come quelli di “Charlie” hanno commentato la notizia del sisma:

enrico-mentana-ha-espresso-il-suo-pensiero-relativamente-alla-vignetta-pubblicata-dal-periodico-francese-charlie-hebdo_850767

Passi dare del nano da giardino al presidente, passi tutto… ma non giocare sul dolore della gente. Paragonare il sangue delle persone a del sugo per lasagna? Stiamo scherzando?

Questa non è satira: è schifosa e becera e volgare idiozia!

La satira, sacrosanta, è cosa assai separata da questo obbrobrio… poichè la satira non è sinonimo di “sparare a zero”; la satira non colpisce chi sta a  terra, chi è ferito, chi è debole!

Ma i nostri “amici” di Charlie (e non dico francesi, per non fare di tutta un’erba un fascio) non si sono limitati a questo e, per scusarsi, la loro mente bacata ha partorito un’altra vignetta:

++ Sisma: Charlie precisa,'italiani, case fatte da mafia' ++

Italiani…non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, è la mafia!

 

Dalla padella alla brace…

La loro voglia di “ridere” li sta portando su strade pericolose: è orribile ridere sulla morte delle persone, ironizzare su delle vittime…

Questo mi fa pensare a qualcosa che va oltre la vicenda in sè: ognuno ha sempre ragione. Intendo dire che, qualsiasi cosa accada, si può trovare una giustificazione che faccia sembrare vera e degna la sua versione. Questo giustificazionismo è la causa della crisi di valori che stiamo vivendo, ed è un pò la conseguente evoluzione del sofismo greco che vedeva al centro non tanto la verità quanto l’opinione e la verosimiglianza.

Ognuno ha ragione…anzi… nessuno vuol avere torno! Ecco la causa di ogni male.
Ognuno reputa giuste e sacrosante le proprie versioni dei fatti ma… non ci si preoccupa mai che la NOSTRA LIBERTA’ possa ledere la LIBERTA’ ALTRUI? non è possibile che quello che io reputo giusto e divertente  sia causa di dolore per altri?

Quanto accaduto con Charlie è solo l’esempio pratico del menefreghismo che si respira nell’aria: come possiamo accogliere il “diverso” se trattiamo così chi consideriamo “uguale”?

 

La via d’uscita a tutto questo è la riscoperta di un umanesimo integrale, che ponga al centro non tanto l’uomo bensì l’umanità, intesa come rete sociale… perchè, in fondo, senza “altro” io non sono nessuno…

diversitc3a0

 

 

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