Una generazione di idioti…

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Scorrendo la mia bacheca di Facebook, mi sono imbattuto in uno strano link. Il titolo era: “Bestemmiare è un pò pregare, l’ha detto il papa“. Mi è sembrato strano che il papa potesse dire queste parole, così ho aperto il link ed ho letto la notizia (più che altro quel che veniva spacciato per notizia…). L’articolo riguardava una messa fatta da Francesco nella cappella della casa S.Marta: durante l’omelia, avrebbe detto che a Dio piace quando ci arrabbiamo con lui, perchè ama i rapporti veri e quando noi diciamo ciò che pensiamo. Effettivamente il papa ha detto questo, anche altri siti lo confermano ma… di bestemmie nemmeno l’ombra, come era prevedibile che fosse!

La conclusione, allora, è una sola: evidentemente il titolo era solamente uno specchio per le allodole che, incuriosite dal titolo, avrebbero senza dubbio letto l’articolo, facendo aumentare le visite del sito. Dire “Bestemmiare è un pò pregare” e “A Dio piace quando ci arrabbiamo con lui” è un pò diverso anzi… si tratta di due cose diametralmente opposte!
Ma come se non bastasse questo, il “giornalista” si spinge oltre: a metà articolo leggiamo questo

Facendo una veloce mente locale, ci risulta che il secondo comandamento che Dio dette a Mosè sul monte Sinai fosse proprio Non nominare invano il nome di Dio, ma si sa che Francesco quando vuole sa essere moderno e allora sembra proprio che abbia corretto la rotta per venire incontro ai molti che non ce la fanno a non tirare un’imprecazione nei confronti dell’Altissimo, quando le cose si mettono male.

incentivando la convinzione diffusa fra i media (e DA i media) che, nella chiesa, ci sia in corso una guerra “papa gggiovane” vs “una banda di vecchi bigotti”. Niente di più falso: il papa, sebbene ispirato da un vento di novità, non può permettersi di certo di spingersi contro il magistero, contro le fondamenta della chiesa! La chiesa non fa “fan service”, ossia non modifica i propri insegnamenti per venire incontro “ai molti che non ce la fanno a non tirare un’imprecazione nei confronti dell’Altissimo“.

Purtroppo siamo alle solite: invece di fare giornalismo, certa gente fa altro! E’ successo quest’estate con Pokemon Go, ora con il papa… e magari domani con qualcos’altro!

Ma possibile che, nel 2017, ci debba essere ancora questo genere di “informazione”, anzi… di falsa informazione? Vero è che il diritto di libertà di stampa e di opinione è un diritto sacrosanto, sancito anche dalla costituzione… ma possibile che ci si possa spingere fino a questo punto?

Questo genere di articoli, fa riflettere sul fatto che, forse,  questo diritto di libera opinione andrebbe rivisto un pò: grazie ai media, ognuno può dire la sua… con o senza competenza! Un tempo, il social, era il bar e le cose che venivano dette rimanevano lì, al massimo circolavano nel paese o quartiere di riferimento. Oggi non è più così: le notizie scritte sui social hanno valenza pubblica, nazionale, internazionale nei casi più eclatanti! Se qualche tempo fa dicevamo al bar, ai nostri amici, “Aaaaah,  gli zingari fanno schifo”, tutti avrebbero applaudito ma la cosa sarebbe finita lì. Oggi no, perchè se scrivessi tale affermazione su un social, verrebbe avviata una “faida” fra pro o contro, fra fautori dell’integrazione e persone che vorrebbero bruciarli! Non ci rendiamo conto che, così facendo, senza controllo di ciò che pubblichiamo, diamo vita a meccanismi abominevoli di odio, di divisione, di rabbia reciproca!

Professare le proprie opinioni è sacrosanto ma… come la mettiamo con il risvolto “pubblico” che queste opinioni possono avere?

In passato, quando affermavamo qualcosa, eravamo direttamente responsabili delle nostre parole… oggi, con la maschera bianca dei social e dell’internet, ci sentiamo protetti e, così, liberi di dire ogni cosa, anche quelle che potrebbero sfuggire al controllo. Pensate a quel caso di cronaca accaduto qualche tempo fa: una ragazza, dopo aver pubblicato un proprio video osè, è stata bersagliata da ogni tipo di insulto finendo, così, per togliersi la vita!

Questa può essere definita “libera opinione“? Non credo!

Il web è una risorsa preziosissima ma quale prezzo siamo disposti a pagare per poterne godere? Ci stiamo giocando la nostra umanità, cari amici miei… e di questi tempi risuonano più vive che mai quelle famose parole:

Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti

Ed ho paura che, forse, siamo proprio noi quella generazione!

 

 

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