#EstateOmerica – Xenìa, la sacralità dello straniero

Slide1_Pic1_635998671952558665

Se pensiamo all’antica Grecia, ci viene in mente subito l’arte, la filosofia… in poche parole: cultura. La cultura greca è stata una delle più floride realtà dell’antichità, una delle migliori. C’è una cosa che però nessuno dice mai: a cosa è dovuta questa magnificenza? Il centro della cultura greca era il culto, non solo degli dei.

Nella Grecia antica, in particolare nella cosiddetta “Grecia Omerica”, esisteva una regola: la Xenìa, letteralmente “culto dello straniero“. Questa pratica aveva fondamento nella credenza che gli dei amassero camuffarsi da uomini e fare visita ai mortali. Per questo motivo era un atto sacro accogliere lo straniero, chiunque esso fosse: poteva essere un dio mascherato. A questa regola, orbitavano attorno vari corollari:

  • il rispetto del padrone di casa verso l’ospite
  • il rispetto dell’ospite verso il padrone di casa
  • la consegna di un “regalo d’addio” all’ospite da parte del padrone di casa

 

La Xenìa aveva un ruolo essenziale, basti pensare che una delle cause scatenanti della guerra di Troia fu proprio la violazione di questo sacro patto… anzi, diciamo che i troiani interpretarono la regola del “regalo d’addio” a modo loro, portandosi a casa Elena, moglie del re. Vabbè,sono cose che capitano! Violazioni della Xenìa erano, dunque, punite con la spada, basti pensare al trattamento che Ulisse, tornato a casa, riserva ai proci, ossia ai pretendenti di Penelope, che, durante la sua assenza, devastarono la sua casa e prosciugarono le sue ricchezze.

Tutta questo, però, mi fa pensare ad una cosa. I greci, come abbiamo detto, sono ancora oggi ricordati per la magnificenza della loro cultura… possibile che ciò dipenda anche dal trattamento che riservavano agli ospiti, agli stranieri?

Lo Xenos, lo straniero, non faceva paura… o meglio, faceva paura, poichè poteva essere un dio, ma proprio per questo era rispettato. Oggi invece ce ne freghiamo! Lo straniero ci fa paura. E forse è per questo che il nostro mondo si sta sgretolando.

Il rispetto e l’accoglienza sono valori che rendono grande un uomo e, di conseguenza, la sua società. Oggi ce ne freghiamo. Abbiamo paura di riconoscere come “nostri” dei bambini nati e cresciuti qui quando, nell’antica grecia, lo straniero diveniva temporaneamente membro della casa, a tutti gli effetti. All’epoca non si tornava dai viaggi e trovarsi a casa era una preziosa panacea a molti dolori. Anche oggi non si torna spesso dai viaggi, perlomeno da quelli che i cosiddetti “stranieri” fanno sulle barche della morte. Quanto sarebbe bello riabilitare la Xenìa, facendoli sentire a casa loro, parte di noi. Ma noi abbiamo paura, ci perdiamo in mille facezie burocratiche e ci dimentichiamo che, in fondo, anche noi siamo stranieri…

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...