#Riflessioni – Diritti!

Al giorno d’oggi si parla tanto di diritti, in merito alla questione delle cosiddette unioni civili e delle conseguenti adozioni del figlio di una delle due parti anche dall’altro membro della coppia. Tuttavia, come accade spesso in situazioni come questa, vengono tirati in ballo migliaia di altri concetti, al solo scopo di creare confusione! Uno di tali concetti è quello del cosiddetto “utero in affitto” dal quale scaturisce una riflessione molto importante da fare: esiste un DIRITTO ad avere un figlio, sia all’interno di coppia omosessuale che eterosessuale?

Nei salotti televisivi si sente molto questa frase… ma cos’è un diritto?

Il termine diritto (nella prima accezione di insieme e complesso di norme che regolano la vita dei membri della comunità di riferimento) è l’insieme di regole che sono in vigore in uno Stato in un determinato momento e che rispondono al bisogno dei cittadini di vivere in una società il più possibile ordinata e tranquilla; in questo caso si parla di diritto oggettivo. A volte, invece, il termine diritto assume un significato diverso, in quanto corrisponde al concetto di “potere, facoltà”; in questo caso si parla di diritto soggettivo. (Da Wikipedia)

E’ possibile equiparare il “diritto ad AVERE un lavoro”, il “diritto ad AVERE una casa, con il “diritto di AVERE un figlio”? Ma un figlio è qualcosa che si può AVERE?

Ma la cosa ancora non è chiara…. leggo, dunque, la treccani:

diritto In senso oggettivo, il complesso di norme giuridiche, che comandano o vietano determinati comportamenti ai soggetti che ne sono destinatari, in senso soggettivo, la facoltà o pretesa, tutelata dalla legge, di un determinato comportamento attivo od omissivo da parte di altri, o la scienza che studia tali norme e facoltà, nel loro insieme e nei loro particolari raggruppamenti.

complesso di norme che COMANDANO o VIETANO determinati comportamenti. Ecco, forse ci siamo: parlare di “diritto ad avere un figlio” significa dire che tale comportamento, ossia quello di avere un figlio, è un comportamento “comandato”, ossia che rientra nelle facoltà del singolo. Tutto ciò mi lascia un pò confuso…

Avere un figlio non è una facoltà del singolo, non è un qualcosa che il “cittadino” ( o l’uomo) può fare da sè: un figlio, ossia LA VITA, perchè è questo ciò di cui si sta parlando: vita, non nasce da una facoltà, da una capacità personale. Esiste il diritto ad avere un lavoro poichè è facoltà del soggetto esercitare la propria opera a favore della società, esiste il diritto ad avere una casa, poichè è facoltà del soggetto proteggere sè e la propria famiglia ed avere un luogo “sicuro” in cui vivere. Ma la vita non è un qualcosa che dipende da noi soli!

Un figlio, sebbene oggi si possa pensare il contrario, non nasce dalla nostra volontà d’averlo bensì da una misteriosa catena di eventi, di natura biologica e/o divina (a seconda di come la pensiate). Un figlio non è una “facoltà del singolo” bensì un dono, un meraviglioso dono… per questo occorrerebbe parlare di DIRITTO A DESIDERARE UN FIGLIO! Questo sarebbe corretto, a parer mio: ognuno ha il sacrosanto diritto di DESIDERARE un figlio, ma la concretizzazione di questo sogno nasce da altri fattori, esterni alla propria volontà. Un figlio è una PERSONA da ACCOGLIERE non un DIRITTO da reclamare! Ed a ciò potremmo collegare altri temi come il DIRITTO ALLA MORTE, la cosiddetta eutanasia.

Vita e morte, ecco ciò a cui tutto ruota attorno! Non volendo sottometterci al valore immenso e misterioso della vita e della  morte, le abbiamo fatte diventare DIRITTI ossia qualcosa di dovuto: è l’atteggiamento tipico dei bambini che, non trovando spiegazioni logiche, inventano le loro proprie realtà…oppure come la volpe che, non arrivando all’uva, dice che è acerba! Vita e morte non potranno mai essere comprese, nè tantomeno controllate ERGO: è necessario renderle sottomesse ai nostri bisogni, piegarle alle nostre logiche.

Il diritto a sposarsi, ad avere un figlio, a realizzarsi nella vita, a morire “bene” rientrano tutti nella sfera dei DESIDERI, i sacrosanti desideri!

Ognuno, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, ha il sacrosanto DIRITTO A DESIDERARE i figli… ma questo diritto a desiderare non deve trascendere i modi e le dinamiche  della natura…. ma questo ci porta ad un altro tema: fino a che punto è lecito spingersi nel “desiderare” un qualcosa?

bambino

Creare una nuova vita non è un diritto dell’uomo,  ma un dono di Dio…

#LeMieParole – Vita

Eccoci arrivati alla fine,perlomeno per ora. Oggi sono 21. Negli ultimi anni non ho mai apprezzato i compleanni: detesto la gente ipocrita che ti ignora quotidianamente ma che si ricorda solo di farti gli auguri.

Tuttavia qualcosa in me è cambiato, il modo di pensare, nello specifico. Il compleanno non deve essere un’occasione per ricevere auguri o regali (che sono comunque ben accetti!) bensì un’occasione per riflettere sul dono della vita. Già: non ci sarebbe compleanno senza vita; non ci sarebbe il desiderio di amare, la creatività, il perseguire un sogno, l’amicizia, le emozioni, la poesia senza la vita; e non ci sarebbe vita senza mamma.

Parlo troppo poco di mia madre e questo a lei da fastidio. Eppure dovrebbe sapere che sono proprio le cose più preziose quelle che vengono protette di più!

Dicono che dovrei chiamarla concetto antropologico… no, grazie! Preferisco chiamarla mamma! Un concetto antropologico non sente i tuoi sussulti ancora prima di un’ecografia, non divide il suo cibo con te quando ancora non hai nemmeno una bocca, non si emoziona guardando una testolina rosa uscire dal suo corpo, non piange a seguito di piccoli scherzi (o doni) che la vita ti fa, non prova emozioni quando viene pronunciata la prima parola, non si arrabbia quando fai di testa tua… finendo per sbattere contro un muro; un concetto antropologico non prova emozioni così forti come le prova una mamma. Diciamola questa parola: Mamma!

Amo la vita e sono sicuro che sia dono di Dio. Tuttavia come la benzina ha bisogno di un motore per avere senso, così questo grande dono di Dio ha bisogno di una MAMMA e di un PAPA’ per assumere significato! Siamo nel secolo in cui ognuno trova da se le sue soluzioni…ciò non sostituisce il senso delle cose vere: non c’è vita senza mamma! IO non avrei vita senza la mia mamma e senza il mio papà.

Un papà è chi trasmette la passione, la voglia, il sentimento; ma chi da il via è la mamma, con i suoi violenti gemiti in sala parto.

Un concetto antropologico non prova emozione nel sapere di avere dentro di se un’altra vita, non prova emozione nel sapere che fra le sue braccia c’è il frutto di un amore divino, infinito!

Dunque, è questa la vita: un amore che prende forma, giorno dopo giorno; L’energia non viene mai distrutta… così l’amore: assume sempre forme diverse, e queste forme sono VITA! Dove c’è amore c’è vita e dove c’è vita c’è Dio.

 

Grazie a Dio,
Grazie a Papà,

Grazie alla mia mamma!

piedini

#LeMieParole – Regalo

Ho un rapporto di amore e odio con la parola REGALO.

Mi piace poichè incarna, in un certo senso, il pensiero che qualcuno prova per qualcun altro. Lo odio quando diventa una formalità, un obbligo sociale, un dovere.

Gli elementi che fanno di qualcosa un qualcosa un regalo sono:

  1. Gratuità. Un regalo dev’essere GRATIS e ciò non significa che non deve essere pagato. Dev’essere gratuito anche nel senso che non deve essere preteso, o richiesto. Un regalo deve nascere dalla spontaneità di chi lo fa e, proprio in virtù di questa spontaneità, produrrà una gioia inaspettata.
  2. Inutilità. Un regalo deve essere inutile, e ciò non significa che dev’essere un qualcosa di racimolato al  solo scopo di dare qualcosa a qualcuno. Inutile nel senso che un regalo non deve essere legato all’idea di bisogno: un regalo, a parer mio, è qualcosa che assume un valore in base alle emozioni ed alle esperienze. Ecco alcuni dei regali più belli che abbia mai ricevuto: Un babbo natale che dondola, regalatomi a Natale da mamma e papà: di per sè non serve a nulla tuttavia ha dietro di se un mondo sconfinato che mi riporta a certe situazioni. Guardando quel babbo natale mi commuovo sempre, poichè m sento bene dentro; Una foto delle mie amiche: una foto è fine a sè stessa, rimane lì ad impolverarsi e basta. Tuttavia ogni volta che guardo quella foto ripenso a tanti momenti belli vissuti con loro. I soldi o i vestiti passano: quella foto rimarrà, poichè rimarrà, nel mio cuore, il segno di una grande amicizia.

 

Regalo, tuttavia, non assume solo valenza “passiva”: amo fare regali, amo regalare sogni, momenti di felicità. I miei amici lo sanno bene, non è raro vedermi arrivare con dei regali inattesi. Una volta mi è capitato anche di fare un regalo il giorno del mio compleanno quando, tradizionalmente, i regali si ricevono solo! Donare è la cosa per me più bella: sono sempre così egoista ed egocentrico… ed il momento in cui dono o regalo qualcosa è come se mettessi uno STOP a questa mia tendenza e mi apro all’altro. Non lo faccio per sentirmi dire grazie ma per vedere la felicità egli occhi delle persone. Gli occhi delle persone d’oggi sono occhi vuoti, tristi. C’è bisogno di donare, ma non soldi o cose: è necessario donare la propria vita, il proprio essere. Solo così la vita tornerà ad essere vita.

Tutti noi siamo un dono di Dio: un dono ricevuto ed un dono da donare. Per questo, quando dovete fare un regalo, non regalate cose che passano, ma regalate un pezzetto di VITA, che è l’unica cosa che veramente serve, ad ognuno!

Quello che sei è il dono di Dio a te, quello che diventi è il tuo dono a Dio.
(Hans Urs von Balthasar)

cuo

Non esiste per me un livello più alto della parola “dono”: da vita a vita.
(Erri De Luca)

 

#Riflessioni – Il contrario dell’Amore…

Dice Enrico Petrillo, Marito di Chiara Corbella:

Chiara aveva scoperto che il contrario dell’amore è il possesso. Quando comprenderai che una cosa, un amore, una relazione è veramente tuo? Quando sarai libero di perderlo. Perché quando hai la libertà di perderlo, ti accorgi che quello è un dono di Dio

amareOggi solo poche parole. Per molto tempo ho pensato che amare qualcuno significasse possederne l’affetto, quasi come se dovessi succhiare linfa da un fiore. Ma può, l’amore, essere solo questo? Può, l’amore, limitarsi ad una “necessità di affetto”?

L’amore per una persona viaggia su due binari paralleli: coscienza della bellezza dell’altro e coscienza della bellezza di sè. Cosa intendo dire?

Quando si ama qualcuno, quel qualcuno riesce a far emergere da noi solo il meglio, tutta quella Bellezza che tenevamo per noi. Questo perché, quella persona, ci mette nella condizione di godere della sua bellezza. La Bellezza ispira Bellezza.

Ecco, dunque, perchè il contrario dell’amore è il possesso: quando si ama veramente qualcuno, la Bellezza che è in noi esplode, e non possiamo fare a meno di donarla al mondo.

Ed è la cosa più bella esista!