Caro Babbo Natale…

Caro Babbo Natale,

sono entrato, ormai da un pò di tempo, in quella parte di vita in cui, a Natale, non si desiderano più regali che possono essere comprati ma solo doni che possono essere desiderati, desiderati soltanto poiché non possono essere comprati, né fatti a mano: dei doni che solo la vita può darti.

Per questo Natale, desidero Tempo, perché non sembra mai abbastanza quello che si ha: tempo per rendermi conto di chi sono, tempo per imparare e per dimenticare quel che già so, tempo per conoscere meglio me stesso ed il mondo che mi circonda, tempo per imparare ad amare ed a lasciarmi amare;

Coraggio, perché senza coraggio il tempo non ha nessun valore: coraggio di cogliere l’attimo, di vivere ogni singolo momento come se fosse l’ultimo (o l’unico), coraggio di spendere tutto me stesso, coraggio di andare avanti nonostante tutto, attorno, vada nel verso sbagliato.

Pazienza, perché senza pazienza non ha senso essere coraggiosi: pazienza per saper aspettare il momento giusto, l’occasione per cui vale la pena vivere e per essere coraggiosi, pazienza per essere in grado di sopportare tutto ciò che si frappone fra me ed il mio sogno.

Persone, perché se non si hanno persone con cui condividere la propria vita, non ha senso avere tempo, o coraggio o pazienza: persone che siano diversamente uguali da me, persone con cui crescere, persone con cui litigare, persone con cui parlare e persone con cui stare in silenzio.

Ma fra tutte le  persone che potrai donarmi, ne vorrei una speciale: una con cui essere me stesso, perché non si può mostrare il nostro io a tutti, non si possono donare le perle ai porci. Una persona con cui ridere, una persona con cui piangere, una persona con cui litigare e con cui fare l’amore, una persona da accarezzare, con l’anima, con le parole, con i baci; una persona che sia legata a me, che non si lasci confondere da qualche parola messa fuori posto, o da naturali ed illogiche gelosie: una persona che mi completi, che sia mia senza appartenermi, una persona che si prenda la parte migliore di me e che non la disperda fra i soffi del vento.

Questo vorrei per Natale,
perché solo questo è ciò per cui vale la pena vivere.

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#Riflessioni – Natale: Oggi voglio essere felice!

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Basta tristezza, oggi voglio essere felice! E’ Natale, sia che siate cristiani che non lo siate. E’ Natale, cavolo! Se non si è felici oggi quando bisogna esserlo? Cantare canzoni di natale, scambiarsi regali, respirare un’aria magica, bella, un’aria che non sempre si respira. Ed è bello per questo, il Natale. Un giorno che ti dice: “Ei, amico! Stai sereno! Sii felice!

Amici miei, rallegratevi quest’oggi, non pensate alle vostre sventure, alla crisi, alla disoccupazione o ad altre sciagure varie. Pensate ad essere felici, andate in giro e respirate la bellezza di un sorriso, di uno sguardo. Respirate la bellezza dell’attesa.

NASCITA-COPOra, però, dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare…

Natale è stato spogliato del suo originario significato, e questo non è un mistero! Perché il Natale ci affascina così tanto? Io lo so…

E’ il messaggio che porta con sé che affascina: un messaggio di pace, speranza, gioia. I giorni come questi, precari ed instabili, risuona più forte che mai il grido dell’angelo, che proclama a gran voce:

Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo

La gioia del Natale, e questo è già scritto nel Vangelo, non è solo di chi crede ma di tutto il popolo, perché tutti abbiamo bisogno di questo annuncio, abbiamo bisogno di sentirci dire: “Non temere“.

Ora, però, arriva la grande scissione. Sentir dire “non temere” fa pensare che sopraggiunga qualcuno che dia protezione, o no? altrimenti perchè “non temere”?

Eppure:

oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia

Un bambino? Ma come, viene detto “non temere” ed arriva un bambino, ciò che di più fragile esiste?

Certo, in questo risiede la bellezza del Natale.

La gioia nasce dalla fragilità; La bellezza nasce dalla semplicità. Per questo il Natale riesce sempre a portare una luce di speranza nei cuori: i suoi valori, oggigiorno massacrati dal consumismo e dal materialismo, hanno radici in un messaggio semplice: Non avere paura, oggi per te nasce una speranza: sei triste? Speranza. tutto va male? Speranza. C’è di più oltre la tenebra della notte: c’è l’Aurora!

Sia per voi, il Natale, un’occasione per sperimentare la bellezza della Speranza, la bellezza di una gioia vera che viene solo dal Vero Re dei Re, che è Cristo Gesù che nasce fragile nella stalla del tuo cuore.

Rallegriamoci, amici miei! Non c’è spazio per la tristezza in questo giorno!

#Riflessioni – Regalare soldi a Natale

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Natale è ormai alle porte ed i supermercati ed i negozi sono pieni di persone impegnate ad ultimare l’acquisto dei regali da consegnare ad amici e parenti. Quella dei regali è un’usanza alquanto “materialista” ma il Natale ci piace anche per questo, no? E’ bello sapersi pensati da qualcuno che, conoscendoci, ci regala qualcosa che potrebbe esserci utile. E’ è questa la cosa bella di fare regali: il dover pensare ad una  persona, impegnarsi in una ricerca di qualcosa che rifletta il carattere o i gusti ed il vedere, alla fine,lo sguardo felice. Secondo me la felicità che deriva dal ricevere un regalo non sta nel regalo in sè ma nel gesto che viene compiuto.

Tuttavia siamo nel secolo “senza bellezza” in cui ogni azione (o quasi) viene dominata dall’ideale di utile. Poi siamo in un secolo veloce, in cui non c’è tempo per pensare a qualcuno, nemmeno per un secondo, nemmeno per pensare ad un regalo. Ed ecco che sopraggiunge una delle pratiche a mio avviso più barbare ed orrende: regalare soldi.

Credetemi, ogni volta che qualcuno mi regala soldi non so come reagire: vorrei tiraglieli dietro ma non mi sembra corretto. Comincia, allora, uno stancante “tira e molla” fatto di “dai, accettali – ma no dai – insisto!”. Tutto questo mi fa rabbrividire.

La frase più detta da chi rientra in questa categoria (i “regalatori di soldi“) è: Ma non sapevo quello che ti piaceva… BUGIA! il fatto è che non ci hai voluto pensare, ed hai tagliato la testa al toro (povero toro…), decidendo di regalare dei soldi, ciò che c’è di più materiale e spersonalizzato.

Un’altra frase è: “Così ti ci compri quello che vuoi!” Ecco, appunto! I soldi per comprare ciò che voglio già ce li ho. E poi la bellezza di un regalo, a volte, è proprio quella di ricevere un qualcosa di inaspettato, simbolo di un pensiero fatto da qualcuno che ci vuole bene.

Un’altra pratica abominevole è regalare la prima cosa che capita sott’occhio, senza tener conto di chi si ha davanti oppure dire “Dimmi che ti piace e te lo compro”. Ripeto: le cose che mi piacciono posso comprarle da solo. Ma queste sono situazioni che non rientrano nel “regalare soldi”, quindi sorvolerò…

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Per favore, amici miei, quest’anno fermate il vostro incessante tran tran quotidiano per un solo istante. Pensate ad una persona, a ciò che provate, al suo carattere, alle sue passioni… e poi andate in un negozio ed acquistate ciò che ritenete più giusto. Non volete spendere tanti soldi? Ho la soluzione anche per questo: comprate una cornice, ce ne sono anche a basso prezzo. Stampate una foto in cui siete insieme a quella persona e, sul retro della foto scrivete un pensiero. Poi mettete la foto nella cornice ed impacchettatela. Non volete spendere assolutamente nulla? Oltre a farvi curare (questo è indice di “sindrome del braccino corto“. Ovviamente da questa categoria sono esclusi quelli che hanno problemi finanziari, i regali sono una cosa bella ma anche non necessaria. Il sostentamento della famiglia viene prima) potete prendere carta e penna e scrivere un pensiero. Farà piacere.

Per favore, amici miei, quest’anno fermate il vostro incessante tran tran quotidiano per un solo istante. Pensate ad una persona, a ciò che provate, al suo carattere, alle sue passioni… e poi andate in un negozio ed acquistate ciò che ritenete più giusto: sarà bellissimo vedere gli occhi sorridenti e sentirsi dire “Grazie, non me l’aspettavo”