#LeMieParole – Ricordo

Il 28 Febbraio sarà il mio compleanno. Direte voi: “quindi?
Bhe… il compleanno è un evento che mi fa riflettere molto: siamo sempre così felici di compiere gli anni eppure, siamo un anno più vicini alla fine… ma a questo non pensiamo  mai, per il solo motivo che ci crediamo immortali. Non si pensa mai alla propria fine e, se lo si fa, ciò ha sempre una connotazione negativa. Dall’altra parte della medaglia, però, c’è il fatto che, nel giorno del compleanno, è possibile, in un certo senso, tracciare le somme del proprio operato ed importare ciò che verrà. Ecco le due facce della medaglia: angoscia della fine e speranza del continuo. Come ho detto, fra pochi giorni sarà il mio compleanno e la domanda che mi faccio assai di frequente è: verso dove sto andando? In che direzione va la mia vita? cos’è che ho lasciato alle spalle? cos’è che dovrò portare con me?

Ecco spiegato il motivo di questa rubrica, #LeMieParole. Sono fermamente convinto che la nostra vita sia sostenuta da un bagaglio di parole importanti, diverse per  ognuno; parole che indicano i nostri limiti, le nostre speranze, il nostro essere… Perchè, in fondo, noi altro non siamo che parola, figli di una Parola. Nei prossimi sette giorni, dunque, vi proporrò le mie 7 parole, ossia quelle parole che, in un certo modo, mi rappresentano.

Basta perdersi in inutili discorsi: iniziamo!

La prima parola è RICORDO

Ho sempre avuto un legame molto profondo con i miei ricordi, così profondo che a volte mi faccio condizionare fin troppo da loro, fino al punto di non riuscire più a pensare a ciò che vien dopo. La parola “ricordo” è una parola meravigliosa: significa re-cordare, ossia riportare al cuore. Ho sempre trovato affascinante quest’immagine: mi fa pensare a dei restauratori di mosaici. E’ come se il nostro cuore fosse un vecchio mosaico che, qualche volta, consumato dal tempo, perde dei tasselli. Il ricordo, dunque, come un abile artigiano, tenta di riportare il mosaico allo splendore originario. Gli esperti, però, sanno che, per quanto possa essere ben realizzato, un mosaico non riporterà mai l’opera all’identica forma che aveva in precedenza. Esso si limita a ricostituire un’immagine, un ‘immagine che, sebbene uguale è intrinsecamente diversa. Così accade in noi: il ricordo riporta nel nostro cuore, e nella nostra anima, un pezzo di passato ormai andato via… tuttavia la vera funzione del ricordo non è quella di segregarci in una prigione dorata, bensì quella di darci la spinta per andare avanti. Sarebbe bello vivere di soli ricordi, sopratutto in quelli belli. Tuttavia ciò non è possibile, o meglio… è possibile ma nocivo. Io tante volte mi sono circondato di ricordi ed ognuna di queste volte, per poco, non ne rimanevo soffocato!

C’è  una frase molto interessante di George Santayana:

Chi non può e non vuole ricordare il passato è condannato a ripeterlo.

In un certo senso è proprio così: ricordare non è un qualcosa di fine a sè stesso, e guai a quando lo diventa! Non serve a nulla rifugiarsi nei ricordi e poi dimenticarsi di vivere la propria vita… In questi 20 anni ho accumulato tanti ricordi, come tanti ricordi avete accumulato voi, cari lettori, nei vostri anni di vita ed ognuno di questi ricordi è riferito ad un momento, bello o brutto. Tante volte ho ed ho avuto la tentazione di accoccolarmi ad uno di essi… eppure, andando avanti, ho capito che un ricordo è bello solo se visto con un cannocchiale, con una lente che lo faccia sembrare vicino, sebbene sia lontano. Questo è l’unico modo per sopravvivergli. Altri modi non ci sono: un pò come Ulisse che si fece legare per sentire le sirene.

Ecco spiegato perchè RICORDO è una delle parole della mia vita: èè un pò come un post-it attaccato sul frigo che ti ricorda cosa hai e cosa bisogna comprare…

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#Riflessioni – L’ora per cominciare a star bene

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Arriva un momento, nella vita di ciascuno di noi, in cui tutti i nodi arrivano al pettine; un momento in cui capisci che hai perso tanto di quel tempo dietro a delle situazioni inutili, senza senso,vane; Arriva un momento in cui ti trovi solo, in silenzio, a fare i conti con te stesso; un momento in cui pensi: “Cosa ho realizzato finora?”

E’ uno dei momenti più belli e più terribili della propria vita. Il momento in cui ti fermi, ti volti per vedere la strada che hai percorso  e poi ricominci a camminare, verso il nuovo.

L’errore più grande è rimanere fermi a guardare dietro di sè, a contemplare il futuro. Ho sempre sostenuto che l’uomo fosse come un albero: radici al passato, tronco al presente, chioma al futuro. Un albero senza radici è un albero morto, come è morto un albero senza chioma/rami: significa che non cresce, che è senza vita.

Vedo degli alberi del genere, senza chioma, nei cuori di quelli che odiano il proprio passato, di quelli che non hanno fatto pace con ciò che è stato, che non hanno fatto i conti con la propria storia. Gente triste, senza vita.

Io, invece, mi sento di appartenere alla categoria di alberi che ancora non sono alberi: avete presente quelle pianticelle che rimangono piccole per molto tempo? Ecco, io sono una di quelle. Fa paura crescere, ma bisogna affrontare questo momento…

Bisogna pur sopportare qualche bruco se si vogliono conoscere le farfalle: sembra che siano così belle… (Antoine De Saint Exupery, il Piccolo Principe)

Crescere è un’esperienza dolorosa, come lo è nascere: non a caso chi nasce piange. Ed anche crescendo si piange, o con gli occhi o con il cuore. Si può rimanere in fase di stallo per molto tempo, si può dire “Hey, Vita, aspetta un attimo” ma non può essere per sempre. La vita rispetta i tuoi tempi, ma tu devi fare attenzione a rispettare i tempi della vita. E’ questo l’essenziale.

Arriva il momento in cui ti accorgi di essere una nave ancorata in mezzo all’oceano, un bruco morto in una crisalide. Arriva il momento in cui cominciare a star bene… ed è ORA quel momento. Non rimandare a dopo il momento in cui cominciare a star bene.

Abbandona ciò che ti fa star male, è tanto facile!

Abbandona le situazioni che non puoi cambiare: scappa da tutto, ma non scappare mai da te.

Non accontentarti di soffrire, la vita è di più! La vita è bellezza. Non credete a chi dice chela vita è sofferenza. Certo, c’è anche quella. Ed è indispensabile. Ma non è la fine.

Tutte le storie che amiamo hanno una fine, ma è proprio perché finiscono che ne può cominciare un’altra (Mr. Magorium e la botega delle meraviglie)