#BellezzaCome – Piccoli Passi Possibili…

39b6ebfb0b99d376db6ed6e19fdb74bdChi è un santo? Nessuno di straordinario. Un santo è un qualcuno che, vivendo la Bellezza, si propone come esempio per altri. In quest’ottica Chiara Corbella è una grande santa.

Chiara è un esempio della possibilità di vivere la Bellezza nella vita. Ci ha dato molti spunti, uno di questi è la regola delle 3P: Piccoli Passi Possibili.

Martin Buber, in un suo libro, insegna che il cammino dell’uomo non è una corsa, né il rimanere pigri o seduti, ma si sviluppa attraverso una serie di passi continui. Ogni giorno il Signore ti dà di fare un passo, ma il viaggio inizia sempre quando finiscono le certezze che ti sei dato. Il piccolo passo possibile si basa sulla fede non su quello che hai deciso con la testa; si basa su quello che è possibile vivere, che è un po’ di più rispetto a quanto ti sei dato come misura. Questa è la fede. Il piccolo passo possibile ha di fondo questo: renderti credente, ogni giorno, con quello che tu devi affrontare. Il piccolo passo possibile è ciò che ti spinge un poco più in là rispetto alle certezze umane

(Padre Francesco Piloni)

Un piccolo passo possibile è un piccolo passo verso la felicità. Pensiamo, infatti, che essere felici sia impossibile. Crediamo questo solo perchè, dall’esterno, la felicità sembra un qualcosa di irraggiungibile, come se fosse una montagna. Immaginate questa scena: C’è un omino che sta ai piedi dell’Everest e ne guarda la cima. Gli si avvicina un altro individuo e gli chiede “Cosa fai?” L’omino risponde: “Non vedi? Sto guardando la cima della montagna” L’altro individuo continua dicendo: “scherzi? La cima dell’Everest è irraggiungibile per me”. L’altro individuo, che era un alpinista, prende l’omino sotto braccio, lo equipaggia, e lo porta con se: “Vieni, ti porterò in un posto straordinario. Fidati di me”. Il primo giorno arrivano ad un rifugio che si trova a 100 mt. Secondo giorno: altri 150 mt. Terzo giorno: altri 200 mt. Dopo qualche giorno i due arrivano sulla cima. L’omino, estasiato, guarda la guida ed esclama: “Ho sempre pensato che fosse impossibile!” E la guida: “E’ IMPOSSIBILE SOLO SE PENSI CHE LO SIA!”

Ovviamente, questa, è solo una storiella, ma l’insegnamento che da è grande: le migliaia cominciano da uno. Per costruire l’Empire State Building, è stato necessario fare le fondamenta, e poi il primo piano, e poi il secondo… così via. Così accade con la felicità: siamo abituati a vederla come un “blocco unico” eppure tutto cambierebbe se ci accorgessimo che, in realtà, essa è fatta di tante piccole cose.

Mount Everest

Scenery of Mount Everest in Tibet China

Per fare questi piccoli passi bisogna essere disposti a tutto: anche a mettere in gioco sè stessi, le proprie convinzioni, i propri ideali. Ma in virtù di cosa è possibile fare ciò? In virtù della fiducia nella Felicità e nel linguaggio che essa usa: La Bellezza.

Piccoli Passi Possibili per raggiungere la felicità. Ci vuole tempo, fatica, impegno… ma tutto ciò non vale nulla i confronto alla cima dell’Everest.

 

 

Annunci

#PiccoloPrincipe – Capitolo I

03

Un libro per bambini non può non cominciare che così: con un disegno.
E’ proprio a partire da un disegno che l’autore comincia la sua analisi delle differenze fra bambini ed adulti: il bambino,  con il disegno, va oltre la realtà, oltre le cose scontate, ed arriva direttamente all’essenza delle cose. Ma “i grandi” non riescono a percepire l’essenza e si soffermano all’apparenza della realtà:

boaMostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava. Ma mi risposero: “Spaventare? Perché mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?”.
Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. Affinché vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa.
Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi.

Il protagonista realizza un disegno, ma “i grandi non lo capiscono“.
Questo accade di continuo:quando un “bambino” (ossia qualcuno che si stupisce delle piccole cose belle) trasmette la bellezza ad un “grande”, egli, senza dubbio, non riuscirà a comprenderla! Una volta, sull’autobus, mi imbattei in una bambina che alitava sul finestrino, scriveva, alitava nuovamente ed osservava la scritta scomparire. Fatto ciò rideva. Poi cercò l’attenzione della mamma e lei, di tutta risposta, le ordinò di smettere. E’ un pò come fare un disegno che non  viene capito. Nel mondo dei grandi, infatti, ossia di coloro i quali cercano di capire tutto, tutto deve avere un senso, tutto deve essere logico. Ciò che non lo è va eliminato, come l’alitare sui vetri degli autobus.

Il protagonista del libro, allora, realizza un altro disegno, un disegno “adulto”, sperando, questa volta, di essere compreso, ma neanche questa volta ciò accade.

 

il-piccolo-principe

Questa volta mi risposero di lasciare da parte i boa, sia di fuori che di dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica.
Fu così che a sei anni io rinunziai a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore. Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disarmato.
I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.

Il disegno,nel mondo degli adulti, non è essenziale. Essenziale è la grammatica, l’aritmetica, la storia… E’ essenziale, per gli adulti, tutto ciò che fa capire come funziona la vita. Ma gli adulti, in realtà, non capiscono nulla della vita e di cosa significa vivere. I grandi vivono nel loro mondo ed il mondo, si sa, è pieno d’imperfezioni. I grandi hanno paura delle imperfezioni e cercano di renderle perfette, hanno paura dell’incomprensibile e cercano di trovare spiegazioni. I grandi non hanno posto, nel loro cuore, per la bellezza.

Allora scelsi un’altra professione e imparai a pilotare gli aeroplani. Ho volato un pò sopra tutto il mondo: e veramente la geografia mi è stata molto utile.
A colpo d’occhio posso distinguere la Cina dall’Arizona, e se uno si perde nella notte, questa sapienza è di grande aiuto.

Nel mondo degli adulti tutto è utile a qualcosa. E la Bellezza a cosa serve?

————————————————————-

Anche il protagonista del libro cresce, ma lo fa nel modo corretto: cresce rimanendo bambino.

Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta, tentavo l’esperimento del mio disegno numero uno, che ho sempre conservato. Cercavo di capire così se era veramente una persona comprensiva.
Ma, chiunque fosse, uomo o donna, mi rispondeva: “È un cappello”. E allora non parlavo di boa, di foreste primitive, di stelle. Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte. E lui era tutto soddisfatto di avere incontrato un uomo tanto sensibile.

I “grandi” non comprendono la Bellezza, non comprendono le stelle, le foreste, i boa. I grandi comprendono solo ciò che è utile.

E tu, che stai leggendo, come vivi la tua vita?
Da adulto, cercando di rendere tutto logico e comprensibile oppure da bambino, contemplando e stupendoti della bellezza che è attorno a te e meravigliandoti delle piccole cose belle?

boa

Cos’è che vedi?

 

#Riflessioni – Piccole Cose Belle

Ma allora che ci guadagni?
Ci guadagno”, disse la volpe, ”il colore del grano”.

(Il Piccolo Principe, A. De Saint Exupery)

campo-di-grano-tramonto-nuvole-scia-di-condensazione-161359-1

Nello scorso post (La Bellezza salverà il mondo ma…) ho scritto quanto, secondo me, al giorno d’oggi la Bellezza sia piegata all’idea di guadagno e di utile. E non è un caso che cominci questo nuovo post con una citazione in cui compare la parola “Guadagni”.

Procediamo con ordine.

La citazione proviene da uno dei libri più importanti della mia vita: “Il Piccolo Principe”. Nel passo in questione, il piccolo principe si trova a dialogare con una volpe: egli è alla ricerca di amici e spera che lei possa colmare questa esigenza (o bisogno. per rimanere in tema). La volpe, filosofa delle piccole cose, risponde dicendo:

“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono cosi’ triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire <addomesticare>?”

In questa risposta io non vedo un rifiuto bensì un progetto di vita: Addomesticami, fammi tua!

Questa parola fa molta paura. Molte persone detestano il riferirsi ad una persona come ad un possesso. Da una parte è giusto. Ma qui c’è di più: La volpe sta semplicemente chiedendo al piccolo principe di avere cura di lei, di accorgersi delle piccole cose belle che contraddistinguono il suo essere, di non lasciare che lei sia uguale ad altri.

Questo è un pò il dramma del giorno d’oggi. Siamo talmente presi dal nostro mondo, dalla nostra soggettività, che non ci accorgiamo delle piccole cose belle accanto a noi e, come se non bastasse, viviamo con superficialità ciò che abbiamo. Questo accade perchè formiamo legami basati solamente sull’utile.

Anche Addomesticando (Ad- Domus, verso casa), ossia facendo proprie le cose, le persone e le situazioni, avremmo un guadagno: il colore del grano. Molti se ne fregano ma io vi dico che, in realtà,questo è uno dei più grandi tesori.

Il colore del grano è simbolo di tutto ciò che esiste di piccolo e di bello, simbolo delle piccole cose belle. Addomesticando il mondo e le persone, andando in profondità, si avrà come ricompensa la bellezza delle piccole cose, che molte volte trascuriamo, purtroppo.

E come si fa a capire che qualcosa è una “Piccola Cosa Bella”? Ho individuato alcuni indizi:

  1. Gratuità. Vi svelo un segreto: Le cose belle sono tutte gratuite. I soldi non sono il centro della vita.
  2. Semplicità. In questa parola rientrano molte cose: semplice è ciò che è piccolo, ciò che non si pone con la forza, ciò che non è frutto di lavoro, sudore e sforzo, ma frutto della vita stessa.
  3. Gioia. Non so se siete mai stati felici. E’ come se una forza primordiale avvolgesse le proprie viscere. Non si può spiegare, si deve vivere. Molte volte crediamo di essere felici eppure siamo solo contenti. La felicità è di più, la Felicità è tutto!

Siamo circondati di piccole cose belle, ed ognuno ha le proprie. Sono sicuro che quasi nessuno ci ha mai fatto caso.

Ora vi lancio una provocazione: riuscite a trovare almeno 5 piccole cose belle nella vostra vita?

Io vi dirò le mie:

stelle

  1. Guardare le stelle, magari in compagnia di una persona speciale.
  2. Il profumo dei libri.
  3. Le nuvole.
  4. I Tramonti
  5. I Gesti inattesi, i sorrisi, le risate, il sapere di esserci anche quando non si è presenti.

Queste sono le mie PCB (Piccole cose belle)… e le vostre?