#Riflessioni – Messaggio per un albero senza chioma

downloadQualche giorno fa ho fatto leggere un mio post ( L’ora per cominciare a star bene ) e lui mi ha risposto, spiazzandomi, “io faccio parte degli alberi senza chioma“. E’ una frase forte da dire, significa ammettere di non avere prospettive nella propria vita, di essere depresso, in un certo senso. Ma è anche una cosa positiva da dire, poichè denota il culmine di un processo di ricerca di sè che ha fatto comprendere di non stare bene. E lo sapete bene: per cominciare a star bene bisogna ammettere di star male. E lui è sulla buona strada. Devo ammettere che l’affermazione mi ha un pò spiazzato ed ho risposto, forse ingenuamente, “bhè, la chioma cresce curando le radici“. Quando si ha davanti una persona in difficoltà sarebbe meglio astenersi da frasi eccessivamente filosofeggianti… eppure, in quel momento, mi è venuta in mente quella. Sarà stata l’ispirazione, eppure un qualcosa di buon ce lo vedo… ecco perchè.

Curare le proprie radici. Cosa significa? Senza dubbio assicurarsi che ciò da cui traiamo vita non sia rinsecchito. Dicendo “radici” tutti pensano subito alla famiglia, quindi questa mia affermazione potrebbe essere convertita in “fai pace con la tua famiglia“. No, sarebbe troppo facile. Radice è tutto ciò da cui traiamo forza: sogni, amicizie, situazioni, ricordi… anche la famiglia, perchè no, ma solo come una delle tante possibili realtà. Curare le proprie radici significa accertarsi che ciò da cui traiamo forza non sia un’illusione, un idolo, un’ombra. La causa più diffusa di “depressione” è la delusione a seguito di un’illusione. Non avere chioma significa aver dato fiducia alle cose sbagliate.

Curare le proprie radici significa accertarsi di avere dei “dispensatori di energia vitale” efficienti ed efficaci. Quelli inutili, senza vita, sono da tagliare. Senza dialettica.

Come si fa a capire se un qualcosa è una radice o un idolo? provo a darvi delle linee guida, ma ricordate che si tratta di riflessioni personali, tratte da momenti di meditazione personale. Non sto proclamando nessuna “Verità Assoluta”.

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  1. Ciò che da la vita non pretende di ricevere alcunché in cambio.    Un amore che dice “Ti amo se mi ami” non è amore, non è qualcosa da cui trarre energia: è un idolo e va tagliato. Riguardo a ciò, mi viene in mente una splendida canzone di Faber De Andrè, La Ballata dell’Amore Cieco , in cui una donna chiede, in cambio del suo amore, di compiere gesti atroci.
  2. Ciò che da la vita rispetta la tua libertà. I filosofi, nel corso dei secoli, hanno definito l’uomo in tanti modi: animale sociale, “lupus homini“, calderone di pulsioni ecc… ma io, nella mia completa ignoranza, vi dico che l’uomo è principalmente LIBERTA’ (e ciò non significa libertinaggio, ossia anarchia, ossia fare come si vuole senza limiti… ma su questo farò un post ad hoc). Dire che l’uomo è libertà significa ammettere il suo libero arbitrio, ossia la sua indipendenza da scelte di terzi. Un qualcosa che dice “devi anche se pensi che sia sbagliato o anche se non ti va” non è una radice, ma un idolo e va tagliato. E’ necessario dire, però, che certe cose fanno bene anche se vanno contro ciò che si vuole (mi viene in mente l’alzarsi presto per andare a scuola), per questo è necessario chiarire che essere liberi non significa fare solo ciò che si vuole, ma fare ciò che è giusto che si faccia. “Ciò che da la vita rispetta la tua libertà” mi fa pensare ad una dinamica che si verifica sopratutto nei “gruppi”. Ad ogni “festa”, celebrazione o evento è quasi obbligatorio stare insieme, pena l’esclusione. Ma questo è sbagliato! Ho visto i gruppi più “vitali” del mondo divenire idoli… ed il passaggio è brevissimo.
  3. Ciò che da la vita non genera ansia o preoccupazione. La maggior parte di ciò che ci “rende forti” produce ansia e preoccupazione. Esempio: ballare. cosa bellissima, grande fonte di vita e di energia. Ma quando, passando davanti ad uno specchio o stando davanti ad una coppa di gelato, si ha l’ansia dei chili in più non è più fonte d’energia, ma un idolo, una fonte di sofferenza. Potrei fare mille esempi. Ciò che da la forza non genera ansia, ma vita.

 

Chiarite le proprie radici (fonti di energia e forza) e tagliate le fonti d’ansia (idoli) vedrete che la chioma comincerà a crescere.

E’ necessario avere delle radici, altrimenti non potrà fiorire nessuna chioma.

Capisco che sia facile dirlo… ma farlo? Rinunciare a ciò che si crede “buono” è una cosa atroce, una gran fatica. Ma è una fatica necessaria, una vera e propria lotta… ma la Bellezza  implica una lotta, una sofferenza, un combattimento. Un pò come la nascita di una perla.

La bellezza nasconde storie dolorose, ma sono le storie che fanno bella la vita. La bellezza della vita non è avere una vita bella ma aver la forza di rendere bella la propria vita.

La bellezza è una chioma folta, ricca di frutti e fiori, una chioma che nasce da una radice… come una perla che nasce da un frammento di un predatore.

Curare le radici significa, alla fine della fiera, imparare a distinguere ciò che da la vita da ciò che toglie vita e dare importanza a ciò per cui vale la pena dare importanza e togliere importanza a ciò che è inutile.

E’ un passo doloroso, ma necessario.

 

#Riflessioni – L’ora per cominciare a star bene

benessere

Arriva un momento, nella vita di ciascuno di noi, in cui tutti i nodi arrivano al pettine; un momento in cui capisci che hai perso tanto di quel tempo dietro a delle situazioni inutili, senza senso,vane; Arriva un momento in cui ti trovi solo, in silenzio, a fare i conti con te stesso; un momento in cui pensi: “Cosa ho realizzato finora?”

E’ uno dei momenti più belli e più terribili della propria vita. Il momento in cui ti fermi, ti volti per vedere la strada che hai percorso  e poi ricominci a camminare, verso il nuovo.

L’errore più grande è rimanere fermi a guardare dietro di sè, a contemplare il futuro. Ho sempre sostenuto che l’uomo fosse come un albero: radici al passato, tronco al presente, chioma al futuro. Un albero senza radici è un albero morto, come è morto un albero senza chioma/rami: significa che non cresce, che è senza vita.

Vedo degli alberi del genere, senza chioma, nei cuori di quelli che odiano il proprio passato, di quelli che non hanno fatto pace con ciò che è stato, che non hanno fatto i conti con la propria storia. Gente triste, senza vita.

Io, invece, mi sento di appartenere alla categoria di alberi che ancora non sono alberi: avete presente quelle pianticelle che rimangono piccole per molto tempo? Ecco, io sono una di quelle. Fa paura crescere, ma bisogna affrontare questo momento…

Bisogna pur sopportare qualche bruco se si vogliono conoscere le farfalle: sembra che siano così belle… (Antoine De Saint Exupery, il Piccolo Principe)

Crescere è un’esperienza dolorosa, come lo è nascere: non a caso chi nasce piange. Ed anche crescendo si piange, o con gli occhi o con il cuore. Si può rimanere in fase di stallo per molto tempo, si può dire “Hey, Vita, aspetta un attimo” ma non può essere per sempre. La vita rispetta i tuoi tempi, ma tu devi fare attenzione a rispettare i tempi della vita. E’ questo l’essenziale.

Arriva il momento in cui ti accorgi di essere una nave ancorata in mezzo all’oceano, un bruco morto in una crisalide. Arriva il momento in cui cominciare a star bene… ed è ORA quel momento. Non rimandare a dopo il momento in cui cominciare a star bene.

Abbandona ciò che ti fa star male, è tanto facile!

Abbandona le situazioni che non puoi cambiare: scappa da tutto, ma non scappare mai da te.

Non accontentarti di soffrire, la vita è di più! La vita è bellezza. Non credete a chi dice chela vita è sofferenza. Certo, c’è anche quella. Ed è indispensabile. Ma non è la fine.

Tutte le storie che amiamo hanno una fine, ma è proprio perché finiscono che ne può cominciare un’altra (Mr. Magorium e la botega delle meraviglie)