La piccola grande lezione dell’Islanda

Ci hanno sempre insegnato che i grandi sono grandi ed i bambini sono bambini; che quelli intelligenti e furbi vincono mentre i fessacchiotti perdono; che chi urla è più forte di chi pensa… Già, ce lo hanno insegnato… ma la nazionale islandese, durante gli europei, ci ha insegnato qualcosa di più importante: anche un bambino può essere un gigante, anche un debole può combattere (e vincere) una battaglia! Che meraviglia, quell’Islanda, capitanata da un elettricista e costituita da persone come tante altre! Che meraviglia, quell’Islanda, in cui bastano sogno, coraggio e volontà per vincere.

E mi viene in mente un salmo, l’otto:

 Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto una forza, a causa dei tuoi nemici,
per ridurre al silenzio l’avversario e il vendicatore.

Che bell’esempio che ci hanno dato: il piccolo ha in sè la forza di un gigante…deve solo capire quanto vale! E loro ci hanno creduto… E’ questa la piccola grande lezione dataci dall’Islanda: a volte, basta solo fidarsi di sè e dei propri sogni… al resto ci pensa la Vita (Mi han detto così…)

#BellezzaCome – TU sei il SOGNO di Dio

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Ognuno di noi ha un sogno, un desiderio, ossia un obiettivo verso il quale indirizzare la propria vita. Non dobbiamo stupirci: è una cosa naturale, insita nella nostra natura. L’uomo, per sua Natura, è portato a desiderare, a puntare verso il cielo (Desiderio= de sidus, dalle stelle), a seguire un disegno basato un progetto teso a raggiungere la felicità.
Ma se vi dicessi che anche Dio ha un sogno?

Per rispondere a questo quesito devo, però, fare una premessa: Qual’è il sogno dell’uomo?
Se io chiedessi ad ognuno di voi “Qual’è il tuo sogno?” sono sicuro che avrei tante risposte diverse quanti voi siete. Ognuno di noi ha un proprio desiderio, un proprio disegno per la propria vita. Da ciò dipende la nostra felicità: tanto più ci avviciniamo a questo nostro obiettivo tanto più ci sentiamo appagati, tanto più ci allontaniamo tanto più ci sentiamo insoddisfatti e falliti. Una cosa, dunque, è chiara: dai nostri sogni dipende la nostra felicità. Anzi, per essere corretti, bisognerebbe dire che il sogno dell’uomo è, alla fine dei conti, uno solo: la felicità. E’ lei che guida i nostri passi, i nostri pensieri, i nostri sogni.
La felicità è, però, unica. Com’è, allora, che ognuno di noi ha un desiderio diverso? Semplice, perché ognuno attribuisce una forma diversa a tale parola ma, in realtà, essa è una sola ed attende di essere raggiunta da tutti.

Abbiamo chiarito che il sogno dell’uomo è la felicità.

Ecco, dunque, che posso rispondere alla domanda che ho fatto prima: Qual’è il sogno di Dio? Lo faccio con le sue stesse parole, scritte nel Salmo 139:

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.

Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.

Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.
Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?

Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

[…]

Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.

Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio;
se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora.

[…]

Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri:
vedi se percorro una via di menzogna
e guidami sulla via della vita.

Qual’è il sogno di Dio? TU sei il sogno di Dio. E’ Te che Dio desidera! Ti desidera così tanto che ti ha creato dal nulla, ti ha dato un corpo, delle emozioni, un carattere. Ti ha tessuto come si tesse una tela, ha pensato, per te, cose grandi, sin da quando eri solo una cellula.

Abbi queste parole fisse in testa: nonostante le tue sofferenze TU sei un prodigio perchè TU altro non sei che il sogno di Dio. Ti ha creato affinché tu possa compiere cose grandi, affinché tu possa manifestare il tuo splendore.

Ha lasciato, nel tuo cuore, l’impronta del Suo dito: ed è questa la felicità.
Ciò che tu chiami felicità altro non è che il desiderio di far combaciare questa impronta con il suo dito. E non raggiungeremo mai la felicità se non realizzando questa nostra sete.

E perché, allora, molte volte i nostri sogni ci portano a soffrire?
La risposta a questa domanda non è un’affermazione bensì un’altra domanda:
Verso dove stai guardando? Verso il cielo, verso le stelle, oppure verso la terra?

TU se il sogno di Dio e non sarai mai felice finché Dio non sarà il tuo sogno, ed avere Dio come sogno non significa altro che desiderare di essere felice… ma tu, Vuoi essere felice?